DIFENDI LA TUA CASA, ISCRIVITI ALL'U.P.P.I.

Lettera aperta dei Presidenti Nazioniali dell’UPPI, della Federproprietà e della CONFAPPI a tutti i Ministri, Sottosegretari e Parlamentari Italiani

FEDERPROPRIETÀ, UPPI e CONFAPPI si sono rivolti agli esponenti del nostro governo, ai sottosegretari e ai parlamentari con una lettera congiunta attraverso la quale chiedono l’applicazione del beneficio della cedolare secca al 10% per i prossimi tre anni nei comuni calamitati dal recente maltempo, per le locazioni commerciali e artigianali.

Egregi Signori,
a nome del Coordinamento Unitario dei Proprietari Immobiliari (FEDERPROPRIETÀ – UPPI – CONFAPPI), che raggruppa le organizzazioni maggiormente rappresentative della proprietà immobiliare in Italia e all’Estero, siamo a rappresentare quanto segue:

Le suddette Associazioni sin dalla loro costituzione tutelano ed affiancano i cittadini in tutte le problematiche relative alla casa, che è un diritto costituzionalmente garantito e che deve restare tale.
L’UPPI, la FEDERPROPRIETÀ e la CONFAPPI sono una realtà ed una forza sindacale che è costantemente dialogante con le Istituzioni Regionali, Provinciali e Comunali, nonché con le organizzazioni sindacali di categoria, nelle consultazioni per la introduzione di nuovi provvedimenti che riguardano la casa o per la modifica di quelli esistenti, anche perché ne hanno pienamente diritto essendo state riconosciute a carattere nazionale dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali a sensi della Legge 311/73.
Si è già fatto presente altre volte che nel periodo che l’Italia attraversa – senza dubbio uno dei più difficili della sua storia recente – il cosiddetto bene rifugio mattone è più che mai fonte di problematiche di diversa natura economica e fiscale; nel momento dell’insediamento di questo Governo hanno dato speranza dichiarazioni sulla fine del rigore e dei sacrifici che peraltro a tutt’oggi non hanno trovato conferma.
A seguito del maltempo dei giorni scorsi (si teme, purtroppo, una nuova recrudescenza) molti Comuni Italiani, oltre a quelli già riconosciuti, verranno dichiarati calamitati per gli ingenti danni ai quali la popolazione è stata soggetta. Occorre necessariamente sostenere questi comuni non solo economicamente, ma con provvedimenti che permettano loro anche di riprendere la gestione delle proprie risorse mediante vantaggi fiscali.
Sicuramente nella prossima legge di bilancio verrà prorogata l’applicazione della cedolare secca al 10% nei comuni ATA. Tali agevolazioni, che danno possibilità di godere del 10% di imposta (che sostituisce IRPEF, bollo e registro) per le locazioni abitative e che già sono state applicate da Comuni per i quali era stato deliberato dal 28/05/99 in poi lo stato di emergenza come stabilito dalla legge 225/92, chiediamo che vengano estese a tutti i comuni nella legge di bilancio 2020.
La necessaria e improcrastinabile, almeno per un ulteriore triennio, applicazione di detto beneficio fiscale a tutti i Comuni calamitati potrà incentivare la ripresa economica di tutto il territorio così devastato.
E ai fini di quanto sopra necessaria e improcrastinabile è l’applicazione del beneficio della cedolare secca sempre al 10% per il medesimo periodo di tre anni nei comuni calamitati per le locazioni commerciali e artigianali al fine di agevolare questo settore fortemente vessato anche da grandi catene commerciali rivitalizzando in tal modo i centri storici.
Del resto, la cedolare secca ha determinato grandi vantaggi economici per lo Stato, in quanto ha facilitato l’emersione dell’evasione fiscale.
Solo attraverso questi provvedimenti si dimostra di essere vicini alle popolazioni danneggiate che non potranno che apprezzare lo sforzo del Governo per alleggerire il carico fiscale.
Certi del Vs. impegno a sostenere questa proposta a tutela dei proprietari immobiliari, porgiamo cordiali saluti .

Il Presidente UPPI Avv. Gabriele Bruyère
Il Presidente FEDERPROPRIETÀ Massimo Anderson
Il Presidente CONFAPPI Avv. Silvio Rezzonico

La Cedolare Secca resta al 10%. Soddisfazione dell’U.P.P.I., ma non basta

Il Coordinamento dei Proprietari Immobiliari (FEDERPROPRIETÀ – U.P.P.I. – CONFAPPI –MOVIMENTO PER LA DIFESA DELLA CASA) prende atto che il governo ha riconosciuto le istanze da esso avanzate, riportando la cedolare secca sugli affitti al 10%, evidentemente rendendosi conto che l’aumento precedentemente proposto avrebbe penalizzato milioni di proprietari e l’intero settore immobiliare che ancora attraverso momenti di grande difficoltà.
Il Coordinamento tuttavia ribadisce che sono ancora da risolvere altri importanti problemi sulla casa:
1) Estensione della cedolare secca al 10% per i contratti ad uso abitazione su tutto il territorio nazionale;
2) Conferma cedolare secca al 21% per le locazioni commerciali ed estensione a tutti gli usi diversi dall’abitazione;
3) Estensione dei contratti concordati anche all’uso diverso dall’abitazione;
4) Riduzione della tassazione sulle seconde case fuori dal luogo di residenza utilizzate per abitazione personale;
5) Mantenimento della invarianza del gettito di IMU e TASI per evitare che, nell’ipotesi di accorpamento delle due imposte, venga determinata un’aliquota ai massimi livelli per ciascuna di esse, ribadendo che già da oggi milioni di proprietari sono buoni contribuenti versando allo Stato ed ai Comuni 50 miliardi l’anno, nessuno dei quali viene rinvestito nell’edilizia per le fasce deboli. Questa proposta è già stata ribadita dal Coordinamento nel corso dell’audizione in Commissione Bilancio e Finanze nella seduta svoltasi nel mese di luglio c.a.

L’U.P.P.I. chiede al Governo di rinunciare all’aumento della Cedolare Secca sui contratti concordati

L’U.P.P.I. manifesta forte indignazione in merito al fatto che nella manovra finanziaria per il 2020 il Governo abbia previsto l’aumento dal 10% al 12,5 % della cedolare secca per i contratti concordati.
L’aliquota del 10% ha favorito l’accesso all’abitazione in affitto a canoni calmierati e azzerato l’evasione fiscale nel settore. L’aumento della cedolare secca provocherà una richiesta generalizzata di ricalcolo al rialzo dei canoni da parte dei proprietari che hanno rinunciato ai canoni liberi, a fronte di una tassazione ridotta e scoraggerà l’utilizzo di questa tipologia di affitto riservata ad inquilini meno abbienti.
Tale decisione va proprio conto le Raccomandazioni all’Italia, provenienti dall’Unione Europea, che prevedono l’impegno nella lotta all’evasione. Come rilevato dal “rapporto sui risultati conseguiti in materia di contrasto all’evasione fiscale e contributiva”, allegato alla nota di aggiornamento al DEF, l’applicazione della cedolare secca ha permesso, dal 2012 al 2017, di ridurre del 50,45 % l’evasione tributaria negli affitti. A riprova del fatto che l’evasione si combatte semplificando e rendendo certa ed equa la tassazione e gli adempimenti burocratici.
Da anni l’U.P.P.I. chiede di estendere la cedolare secca al 10% a tutti i comuni italiani per portare ovunque i benefici oggi riservati ai soli comuni ad alta tensione.
Gli italiani hanno già dovuto subire le politiche di austerità adottate dal governo Monti, responsabile di aver aumentato la tassazione sulla casa da 9 a 25 miliardi di euro, con l’introduzione dell’IMU, senza peraltro aver ridotto il debito pubblico e causando un crollo del PIL che, nel 2012, è sceso del 2,8%.
Ricordiamo che il settore immobiliare è in forte crisi, soprattutto a causa della tassazione che ha ormai raggiunto livelli insostenibili e che ha trasformato la proprietà immobiliare, da piccolo salvadanaio degli italiani, a fardello economico sempre più difficile da sopportare.
Per l’U.P.P.I. solo un alleggerimento della tassazione sulla proprietà immobiliare consentirà al settore di riacquistare spinta e di giovare all’economia del Paese intero permettendo al PIL di riprendere a crescere.

Roma, 18 ottobre 2019

Il Presidente Commissione Fiscale UPPI
Dott. Jean-Claude Mochet

Il Presidente Nazionale UPPI
Avv. Gabriele Bruyère

Nuovo Consiglio Direttivo U.P.P.I. Cremona

Comunichiamo che nel corso dell’ultimo Consiglio Direttivo dell’Uppi sede di Cremona è stato nominata, all’unanimità dei presenti, la nuova compagine delle cariche sociali , così ripartite:
Presidente: Luca Curatti
Vicepresidente: Piergiorgio Capelletti
Tesoriere: Luigi Cabrini
Segretario: Rossella Bazzi
Consigliere: Paolo Fornoni
Sono state ratificate, inoltre, le nomine, già approvate all’unanimità nel corso dell’Assemblea Ordinaria dei Soci del 15 aprile u.s., del Collegio dei Revisori dei conti con Stefano Sentati, Mauro Bosio, Carlo Granata e dei Probiviri con Ambrogio Squintani, Luigi di Odoardo e Antonio Giovanardi.
Ricordiamo che l’Uppi è una delle poche associazioni sindacali dei proprietari immobiliari riconosciuta a livello nazionale dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi della L. 311/73 e accreditata al Parlamento Europeo.
Fondata a Cremona nel 1981 ricopre da allora un ruolo “sociale” molto importante nel territorio cremonese tutelando e assistendo gratuitamente i propri associati proprietari di immobili garantendo professionalità e competenza nel disbrigo, oggi sempre più difficoltoso, delle pratiche locatizie in genere.
Il Presidente Curatti, rieletto, ha programmato, per il futuro, varie iniziative divulgative per far conoscere a tutta la cittadinanza le ultime novità legislative e normative in campo immobiliare con incontri pubblici, convegni e dibattiti.

Il Segretario Provinciale Rossella Bazzi

Indagine Conoscitiva

Durante l’audizione presso la Commissione di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria della Camera dei Deputati del 12 giugno è stato depositata un’indagine conoscitiva per una riforma della fiscalità immobiliare realizzata da U.P.P.I. Nazionale. Il documento riassume le valutazioni dell’U.P.P.I. in merito allo stato del settore immobiliare italiano e propone istanze di riflessione sul rilancio del settore nei prossimi anni.

Documento per audizione commissione vigilanza 2019

Attestazione Canoni Concordati

Pubblichiamo di seguito la lettera inviata dalla Segreteria Provinciale U.P.P.I. Cremona agli organi di stampa locali in merito alle deduzioni ottenibili per contratti a canone concordato.

Egregio Signor Direttore,
chiediamo ospitalità tra le pagine del Suo giornale per rinnovare un’importante comunicazione, a chiarimento di tante richieste che ci pervengono da contribuenti-proprietari di immobili alle prese col modello precompilato per la denuncia dei redditi.
Ripetiamo che per ottenere la riduzione del 10% sulla cedolare secca in caso di stipula di contratto a canone concordato è necessario per i contraenti rivolgersi alle associazioni di categoria per quanto riguarda il conteggio del canone , che deve obbedire ai parametri previsti nell’apposito Accordo Territoriale.
Questo per poter dimostrare all’Agenzia delle Entrate, in caso di verifica fiscale, la correttezza delle deduzioni utilizzate.
Il chiarimento arriva dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la nota n. 0001380 del 6 febbraio 2018 e riguarda addirittura l’”obbligo di attestazione per la corretta applicazione dell’Accordo Territoriale per i contratti a canone concordato” non assistiti direttamente dalle Associazioni firmatarie ex D.M.16.01.2017 .
La nota ministeriale specifica che “per quanto concerne i profili fiscali va considerato che l’obbligatorietà fonda i suoi presupposti sulla necessità di documentare alla Pubblica Amministrazione, sia a livello centrale che comunale, la sussistenza di tutti gli elementi utili ad accertare sia i contenuti dell’Accordo locale che i presupposti per accedere alle agevolazioni fiscali, sia statali che comunali. Ne consegue l’obbligo per i contraenti di acquisire l’attestazione in argomento, anche per poter dimostrare all’Agenzia delle Entrate, in caso di verifica fiscale, la correttezza delle deduzioni utilizzate.”
Tale obbligo vale solo nei comuni ove sia stipulato un NUOVO Accordo Territoriale ai sensi del D.M. 16.01.17.
In caso di Accordi precedenti, invece, tale obbligo non opera.
Ed è il caso di Cremona, capoluogo di provincia considerato ad alta tensione abitativa, in cui gli Accordi Territoriali risalgono al 24.06.2010 ai sensi del “vecchio”, precedente D.M. del 2002.
Qualora venga, eventualmente, stipulato un nuovo Accordo Territoriale ai sensi del nuovo D.M. si specificheranno, al suo interno, le modalità di attestazione delle organizzazioni di categoria firmatarie e le disposizioni relative per ottenere le agevolazioni fiscali sia al Comune per la riduzione dell’IMU sia all’Agenzia delle Entrate per la riduzione della cedolare secca al 10%.
Si precisa inoltre che il nuovo D.M. del 2017 (art.1 comma 8) ha introdotto un meccanismo non presente nel precedente D.M del 2002, finalizzato ad evitare abusi legati all’erronea applicazione dei parametri presenti negli Accordi Territoriali.
Si invitano pertanto sia i proprietari che gli inquilini interessati a questa tipologia contrattuale a rivolgersi alle organizzazioni di categoria (UPPI, APPE, APPC, SUNIA e UNIAT) firmatarie dell’Accordo Territoriale stipulato nel Comune di Cremona per l’opportuna assistenza.
UPPI CREMONA
Il Segretario Provinciale
Rossella Bazzi

La Cedolare Secca per i Negozi

Pubblichiamo di seguito la lettera inviata dalla Segreteria Provinciale U.P.P.I. Cremona agli organi di stampa locali in merito al mancato aggiornamento del software per la registrazione telematica dei contratti e i conseguenti problemi che questo causa alla cedolare secca per i negozi presso l’Agenzia delle Entrate.

Egregio Signor Direttore,
segnaliamo, con preoccupazione, come, ad oltre due mesi dall’entrata in vigore della cedolare secca per i negozi, non sia ancora disponibile l’aggiornamento del software RLI per la registrazione telematica dei contratti di locazione: la registrazione cartacea presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate e, soprattutto, l’assenza di chiarimenti circa l’effettiva modalità di applicazione stanno creando notevoli problemi interpretativi ai proprietari di immobili.
La Presidenza Nazionale dell’Uppi rimarca l’esigenza di allargare l’applicazione prevista per i soli negozi -cat. C1- alle locazioni che gravitano intorno a tutte le attività commerciali, alberghiere e artigianali come gli uffici, i depositi e i laboratori, già fortemente in crisi a causa della recessione economica.
Altra forte criticità: l’applicazione della cedolare secca ai soli contratti stipulati nel 2019 ed esclusivamente nei casi in cui non risulti già in essere un contratto tra le medesime parti e per lo stesso immobile al 15.10.2018.
Si invita pertanto il Legislatore ad intervenire al più presto per ampliare la platea di contratti che potranno beneficiare della cedolare secca eliminando la limitazione temporale alla sola annualità 2019: infatti solo un alleggerimento della tassazione sulla proprietà immobiliare consentirà al settore di trainare l’economia del Paese verso la ripresa economica.
A tale proposito, a Cremona, l’Uppi, tutte le altre Associazioni locali della proprietà immobiliare unitamente ad Ascom ed Agenzie Immobiliari, stanno lavorando ad un tavolo operativo presso il Comune per contribuire al rilancio economico del centro storico con l’intento di attivare una convenzione territoriale per la definizione di canoni concordati ad uso commerciale, analoghi a quanto già esistente per il residenziale.