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NO A NUOVE PATRIMONIALI SULLA CASA

Comunicato Stampa del Coordinamento dei Proprietari Immobiliari UPPI – Federproprietà – Confappi

È di nuovo allarme tra i proprietari di case per l’ennesima proposta degli esponenti del PD Orfini e di Liberi e Uguali Fratoianni di introdurre una nuova patrimoniale sulle abitazioni.

“Si tratta di un assurdo economico, sociale e politico – osservano i Presidenti delle Associazioni del Coordinamento Unitario dei Proprietari immobiliari (FEDERPROPRIETÀ, Massimo Anderson – UPPI, Gabriele Bruyère – CONFAPPI, Silvio Rezzonico) dal momento che già 19,4 milioni di famiglie italiane su 25,7 milioni (come attesta l’Agenzia delle Entrate) paga miliardi all’annuo allo Stato e agli Enti locali. Di patrimoniali ce ne sono già troppe come l’IMU sulle seconde case le varie imposte di bollo e prelievi di ogni genere”.

Per il Coordinamento Unitario dei Proprietari immobiliari il progetto dei due parlamentari costituirebbe il colpo di grazia finale per milioni di famiglie che stanno attraversando enormi difficoltà a causa del virus e anche senza ristori per le morosità degli affitti. Altre imposte sulle abitazioni e sui risparmi famigliari evidenziano un atteggiamento punitivo nei confronti di un operoso ceto medio.

“Non è ammissibile che il governo ed il Parlamento si accaniscano su una collettività che paga regolarmente le tasse, che favorisce l’equilibrio sociale e a cui, se lavoratori dipendenti o autonomi, lo Stato rattiene scaglioni di aliquote. I proprietari di case nel rispetto delle varie forme consentite dalla legge potrebbero mettere in atto forme di resistenza passiva nei confronti di imposte anticostituzionali, ingiuste e discriminatorie tra categorie di cittadini. C’è poi un’altra arma democratica e civile che i proprietari di case potrebbero adottare: quella della scelta selezionata dei rappresentanti nel Parlamento, nelle Regioni e nei Comuni. In sostanza di non votare i fautori di progetti dannosi economicamente per quanti hanno fatto enormi sacrifici per comprarsi una casa”. 

Roma, 30/11/2020

Convocazione Assemblea Ordinaria

Il Presidente dell’U.P.P.I. di Cremona avv. Luca Curatti riconvoca tutti i Signori Associati dell’U.P.P.I. , Unione Piccoli Proprietari Immobiliari della Provincia di Cremona , all’Assemblea Provinciale che si svolgerà il giorno 19 OTTOBRE 2020 presso la sede U.P.P.I. in Cremona , Corso Garibaldi n. 125 alle ore 7.00 in prima convocazione e

il giorno 19 ottobre 2020 alle ore 18.00 in SECONDA CONVOCAZIONE

per discutere e deliberare sul seguente 

ORDINE DEL GIORNO

1 – Introduzione e apertura dei lavori da parte del Presidente Luca Curatti 

2 – Relazione del Presidente sull’attività svolta dall’UPPI di Cremona nel corso dell’anno 2019

3 – Relazione del Tesoriere Luigi Cabrini sul bilancio consuntivo 2019 e sul preventivo 2020 

4 – Relazione del Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti Stefano Sentati

  1. Dibattito e votazione sui bilanci
  2. Varie ed eventuali

Ricordiamo che all’Assemblea possono partecipare tutti gli Associati all’UPPI di Cremona, mentre al voto possono accedere solo i soci effettivi iscritti da almeno tre anni e in regola con il pagamento della quota associativa relativa all’anno in corso.

PER EMERGENZA CORONAVIRUS É OBBLIGATORIO L’USO DELLA MASCHERINA, L’IGIENIZZAZIONE DELLE MANI E SARÁ GARANTITO IL DISTANZIAMENTO.

L’U.P.P.I. chiede la Cedolare Secca deL 10% sui contratti concordati per tutti i Comuni Italiani

L’U.P.P.I. apprende con sconcerto che, nel D.L. “Rilancio”, il Governo Conte non ha previsto alcuna correzione al decreto “Milleproroghe”, approvato prima della pandemia del Covid-19, che aveva ristretto, nell’anno 2020, l’applicazione della cedolare secca al 10% ai soli Comuni calamitosi con popolazione sotto i 10.000 abitanti.

Tale restrizione, relativa unicamente al 2020, già priva di ogni ragionevolezza prima dell’emergenza sanitaria è ora tanto più fuori luogo, a maggior ragione se si pensa che, dal 2021, così come fino al 2019, anche i comuni calamitosi sopra i 10.000 abitanti potranno beneficiare della cedolare secca al 10%.

L’U.P.P.I. invita quindi il Parlamento, in sede di conversione del D.L. “Rilancio”, a cancellare per il 2020 la discriminazione basata sul numero di abitanti. 

L’U.P.P.I. chiede, inoltre, che il Parlamento, in sede di conversione del D.L. “Rilancio”, introduca la cedolare secca al 10% a tutti i contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato, stipulati in ogni comune, essendo stati tutti travolti da una profonda crisi economica che ha tolto a migliaia di famiglie la possibilità di pagare i canoni di locazione. 

Per l’U.P.P.I. l’unica soluzione per ridurre le morosità e contrastare la grave crisi che sta colpendo il settore immobiliare e locatizio è il potenziamento dei contratti a canone concordato, con canoni inferiori a quelli di mercato, con un’estensione generalizzata della cedolare secca al 10%, in tutti gli oltre ottomila comuni italiani.

L’U.P.P.I. ritiene che la semplice introduzione di detrazioni fiscali non sarà sufficiente per la ripresa e solo un alleggerimento della tassazione sulla proprietà immobiliare consentirà al settore di riacquistare spinta e di giovare all’economia del Paese intero permettendo al P.I.L. di ricominciare a crescere.

Roma, 18 giugno 2020

MIGLIAIA DI CANONI DI LOCAZIONE NON PAGATI NONOSTANTE I CREDITI D’IMPOSTA PREVISTI DAL D.L. CURA ITALIA

L’U.P.P.I., riunito, in seduta straordinaria urgente in videoconferenza, il Comitato di Presidenza, il Presidente del Centro Studi Giuridici avv. Ladislao Kowalski e della Commissioni Fiscale dr. Jean- Claude Mochet, denuncia pubblicamente l’inadeguatezza delle misure introdotte dal D.L. “Cura Italia” per sostenere il pagamento dei canoni di locazione delle attività commerciali chiuse a causa dell’emergenza Coronavirus.

L’U.P.P.I., ribadisce che il credito di imposta riconosciuto ai soli conduttori, pari al 60% del canone di locazione del mese di marzo, previsto esclusivamente per le botteghe e i negozi, rientranti nella categoria C/1, non è uno strumento sufficiente a fronteggiare gli effetti negativi su tutte le locazioni ad uso diverso dall’abitazione.

I dati in generale, e quelli in possesso dell’U.P.P.I., confermano tale previsione, infatti, sono migliaia i proprietari che, nonostante gli inquilini beneficino del credito di imposta del 60% hanno segnalato di non aver ricevuto il pagamento del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020, canone di locazione per il quale, invece, pur non avendolo incassato, il proprietario sarà comunque tenuto al pagamento dell’IRPEF e delle relative addizionali regionali e comunali.

Sono rimaste del tutto inascoltate, in contrapposizione, le richieste, fatte al Governo dall’U.P.P.I., di introdurre una cedolare secca al 5% per i canoni di locazione per tutti i contratti ad uso diverso dall’abitazione, allo stato relativamente all’anno 2020, per i quali i proprietari avessero concordato con i conduttori una riduzione, fino ad un massimo del 40%, con l’assistenza obbligatoria e la relativa attestazione rilasciata dalle organizzazioni sindacali dei proprietari e degli inquilini riconosciute e firmatarie degli accordi di cui all’art. 2, comma 8, del D.M. 16.01.2017.

Per affrontare seriamente la problematica l’U.P.P.I. aveva richiesto, e continua fermamente a richiedere, che la riduzione dei canoni di locazione sia oggetto di una scrittura privata registrata ed attestata obbligatoriamente dalle organizzazioni sindacali dei proprietari e degli inquilini di cui sopra, al fine di poter beneficiare della tassazione agevolata, lasciando alle parti la possibilità di concordare reali diminuzioni dell’affitto secondo le singole esigenze territoriali.

L’U.P.P.I. chiede che il Parlamento, in sede di conversione del D.L. “Cura Italia”, introduca la proroga per tutti gli adempimenti connessi alla registrazione dei contratti di locazione e la totale detassazione dei canoni non incassati, anche per il periodo della disposta chiusura delle attività a causa del Covid-19, essendo del tutto incostituzionale che i proprietari debbano comunque pagare imposte su redditi non percepiti.

L’U.P.P.I., infine, comunica di avere inviato una lettera “aperta” al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai ministri competenti e alle Camere per denunciare le problematiche che stanno affrontando e subendo i proprietari di immobili e che sono state completamente dimenticate nei provvedimenti governativi ad oggi emessi.

Roma, 26 marzo 2020

Il Presidente Nazionale UPPI

Avv. Gabriele Bruyère

SALVIAMO L’ITALIA DAL CORONAVIRUS

L’UPPI, Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, chiede una linea di intervento urgente e drastica a salvaguardia della proprietà immobiliare e l’insediamento di un tavolo di crisi, allargato a tutte le organizzazioni di categoria, per far fronte a questa immane catastrofe che avrà ripercussioni bibliche.

Si rischia la frantumazione immobiliare e locativa, dichiarano il Presidente Nazionale Bruyère ed il Segretario Generale Pucci, che coinvolgerà proprietari ed inquilini se il Presidente del Consiglio non provvederà ad emettere un decreto d’urgenza, idoneo a tamponare la situazione imprevista ed emergenza venutasi a creare.

Subito, aggiungono gli alti dirigenti dell’UPPI, si deve intervenire sui canoni di locazione e sulle imposte perlomeno fino a quando non sarà passata la crisi ed in particolare:

  • sospensione immediata pagamenti mutui per tutte le categorie fino al 31.12.2020
  • sospensione pagamento IMU sia per le abitazioni che per gli usi diversi, fino al 31.12.2020
  • cedolare secca al 10% per gli usi abitativi applicata su tutti i comuni italiani
  • cedolare secca per gli usi diversi, con applicazione immediata
  • flessibilità del canone di locazione per gli usi diversi proporzionata allo sgravio fiscale del proprietario, dell’IRPEF e delle addizionali comunali e regionali.

Queste sono al momento le misure che devono essere con immediatezza assunte dalla politica, diversamente la pandemia avrà il sopravvento su tutta l’economia nazionale.

Il Presidente Nazionale UPPI

Avv. Gabriele Bruyère

Il Segretario Generale UPPI

Avv. Fabio Pucci

Convocazione Assemblea Ordinaria

Il Presidente dell’UPPI di Cremona, Avv. Luca Curatti convoca tutti i Signori Associati dell’U.P.P.I., Unione Piccoli Proprietari Immobiliari della Provincia di Cremona, all’Assemblea Provinciale che si svolgerà il giorno 20 aprile 2020 presso la sede U.P.P.I. in Cremona, Corso Garibaldi n. 125 alle ore 7.00 in prima convocazione e

il giorno 20 Aprile 2020 alle ore 18.00 in SECONDA CONVOCAZIONE

per discutere e deliberare sul seguente ORDINE DEL GIORNO

1 – Introduzione e apertura dei lavori da parte del Presidente Luca Curatti 

2 – Relazione del Presidente sull’attività svolta dall’U.P.P.I. di Cremona nel corso dell’anno 2019

3 – Relazione del Tesoriere Luigi Cabrini sul bilancio consuntivo 2019 e sul preventivo 2020 

4 – Relazione del Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti Stefano Sentati

5 – Dibattito e votazione sui bilanci

6 – Varie ed eventuali

Ricordiamo che all’Assemblea possono partecipare tutti gli Associati all’U.P.P.I. di Cremona, mentre al voto possono accedere solo i soci effettivi iscritti da almeno tre anni e in regola con il pagamento della quota associativa relativa all’anno in corso.

Potete inviare la Vostra delega all’indirizzo mail uppicr@libero.it.

Il Presidente Avv. Luca Curatti

Convegno Vita di Condominio

U.P.P.I. Cremona, in collaborazione con Confocommercio e con la collaborazione e il patrocinio del Comune di Cremona organizza il convegno:

Vita di Condominio: diritti, doveri, responsabilità.

Il convegno intende affrontare gli aspetti giuridico-legali dei diritti e doveri dei singoli condomini e, di riflesso, le responsabilità non solo di questi ultimi ma anche degli Amministratori di Condominio.
Interverranno l’Avvocato Luca Curatti, in qualità di Presidente dell’U.P.P.I. Cremona, il Professor Gianluca Galimberti, Sindaco del Comune di Cremona, il Dottor Maurizio Romanenghi di Confcommercio Cremona, gli Avvocati Maria Luigia Aiani e Ladislao Kowalski del Centro Studi Giuridici U.P.P.I. Nazionale e l’Avvocato Gabriele Bruyère, Presidente dell’U.P.P.I. Nazionale

http://uppicremona.it/wp-content/uploads/2020/01/Brochure-convegno-condominio-rev-1.pdf

L’U.P.P.I. ritiene irresponsabile la scelta del governo di non prorogare la Cedolare Secca sui negozi

L’U.P.P.I. esprime sconcerto per il cambio di rotta del Governo Conte e della maggioranza che, sorprendentemente, hanno deciso di annullare la cedolare secca al 21% sugli affitti dei negozi, introdotta un anno fa per intervenire sulla crisi dei locali commerciali.
Per capire la portata di questa decisione bisogna considerare che, senza la cedolare secca, i proprietari dei locali commerciali sono assoggettati all’Irpef, all’addizionale regionale Irpef, all’addizionale comunale Irpef e all’imposta di registro, per un totale che supera abbondantemente il 50% del canone di locazione, al quale deve aggiungersi la patrimoniale IMU e TASI che colpisce il settore immobiliare con un prelievo di oltre 21 miliardi di euro.
L’aliquota ridotta avrebbe favorito la locazione di locali sfitti da tempo e sarebbe servita non solo a ridare vita al tessuto sociale, ma anche a portare nuove entrate nelle casse dello Stato, così come dimostra il successo della cedolare secca nelle locazioni abitative, la quale ha consentito di ridurre del 50,45% l’evasione tributaria negli affitti, così come indicato nella nota di aggiornamento al DEF.
Da un lato, dunque, il Governo dichiara lotta all’evasione, dall’altro, inspiegabilmente, ritira le uniche misure in grado di combatterla davvero. Di particolare gravità, inoltre, è la circostanza che il Governo abbia deciso di abolire una misura intorno alla quale si era raccolto un consenso pressoché unanime, non solo del mondo politico, ma anche delle associazioni dei commercianti e dell’inquilinato.
Per l’U.P.P.I. solo un alleggerimento della tassazione sulla proprietà immobiliare consentirà al settore di riacquistare spinta e di giovare all’economia del Paese intero permettendo al PIL di riprendere a crescere.
Roma, 11 dicembre 2019

Il Presidente Nazionale UPPI
Avv. Gabriele Bruyère

Il Segretario Nazionale UPPI
Avv. Fabio Pucci

Il Presidente Commissione Fiscale UPPI
Dott. Jean-Claude Mochet